1940 - I l 10 giugno il VI C.A. I comandi riuscirono a chiudere la pericolosa falla facendo intervenire reparti della "Celere", tra cui il "Savoia Cavalleria" e un battaglione di camicie nere, il Battaglione alpini sciatori "Monte Cervino" e in seguito anche la "Tridentina"[14]. 1940 - Il 10 giugno 1940 la 2 a Armata è schierata sulla frontiera orientale ai confini della Jugoslavia nel settore compreso tra Tarvisio e Fiume. L'8ª Armata fu successivamente dislocata in Veneto, con quartier generale a Padova, per avviare la ricostruzione delle divisioni distrutte in Russia; l'opera di riorganizzazione delle formazioni era appena agli inizi quando, a seguito dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati e della conseguente invasione tedesca, l'armata e le unità aggregate furono sciolte il 10 settembre 1943[23]. La "Tridentina", invece, dovette affrontare gli ultimi due ostacoli per uscire dalla sacca: i villaggi di Arnautovo e Nikolajevka. La prima delle divisioni alpine a lasciare l'Italia è la "Tridentina" il 14 luglio 1942, seguita dalla "Cuneense" il 27 luglio. Il VI Corpo d'armata fu una grande unità militare dell'Esercito Italiano. Le origini della grande unità risalgono al Comando Designato 3ª Armata costituito a Firenze nell'agosto 1914.. Prima guerra mondiale [modifica | modifica wikitesto]. Il 21 gennaio Gariboldi avvertì il generale Nasci che Valujki era caduta in mano russa e ordinò di puntare venti chilometri più a nord su Nikolaevka, che si trovava a circa 50 chilometri a ovest delle avanguardie italiane. Quindi seguiva il XXXV Corpo con la "Pasubio" e la 298ª Divisione di fanteria tedesca, e il XXIX Corpo tedesco con la divisione "Torino", la 62ª Divisione tedesca e la provata "Sforzesca" a contatto con la 3ª Armata rumena. Gravissime in particolare le perdite delle divisioni italiane durante le offensive sovietiche di dicembre e gennaio: circa 84.930 perdite totali con enormi perdite di materiali e mezzi[21][22]. Il 30 gennaio i sopravvissuti del Corpo d'Armata alpino (insieme a 16 000 tra tedeschi ed ungheresi) si raccolsero a Šebekino, dove poterono finalmente riposare dopo 350 chilometri di marce estenuanti e dopo tredici battaglie. Duramente provati tre dei cinque battaglioni della "Cuneense", privi ormai di artiglierie. Il 23 febbraio 1943 la Deutsch-Italienische Panzerarmee venne rinominata come 1ª Armata italiana e posta sotto il comando del generale italiano, Giovanni Messe, mentre Rommel venne posto al comando di un nuovo Heeresgruppe Afrika (Gruppo d'armate Africa) creato per controllare sia la 1ª Armata italiana che la 5. Nella conca di Arbuzovka, invece, si consumò un dramma: 20-25.000 perdite tra morti, dispersi e prigionieri, solo pochi gruppi riuscirono a sfuggire all'accerchiamento. La tipica composizione dell’armata italiana e i relativi rapporti gerarchici fra comandi e uffici, ben si riassumono nell’organigramma seguente2. La disperata Agonia della VI armata Metal Mike Free Man. [30], In un passo della lettera, che constava di numerose altre pagine[31] (dove tra le altre cose si parlava anche della questione triestina), Togliatti aveva scritto: .mw-parser-output .citazione-table{margin-bottom:.5em;font-size:95%}.mw-parser-output .citazione-table td{padding:0 1.2em 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang{vertical-align:top}.mw-parser-output .citazione-lang td{width:50%}.mw-parser-output .citazione-lang td:first-child{padding:0 0 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang td:nth-child(2){padding:0 1.2em}, «[...] 3. L'ARMATA ITALIANA IN RUSSIA. Ne seguì una ritirata disordinata attraverso la pianura sovietica che anticipò di circa un mese il catastrofico ripiegamento del Corpo d'armata alpino a seguito della seconda offensiva invernale sovietica del gennaio 1943. - È una grande unità degli eserciti di terra comprendente un comando, le truppe e i servizî. History. Si può dunque affermare che la costituzione di questa nuova armata pesò notevolmente sull'Italia, considerando che l'industria bellica avrebbe potuto mantenere in efficienza solo venti divisioni combattenti, e la metà di queste erano già dislocate in Nordafrica. Nel 1963 nel VI Corpo d'armata venne incorporata anche la I Brigata paracadutisti che nel 1967 sarebbe diventata la Brigata paracadutisti "Folgore". sopprimeva ogni riferimento alla politica imperialista fin lì seguita dall'Italia fascista per alludere a un generico e inevitabile destino di morte riservato agli Italiani. L'ordine di ripiegare dal Don venne dato solo il 17 gennaio. armata s. f. [der. * Si elencano di seguito alcuni lineamenti storici sulle armate della Prima guerra mondiale che costituiscono le partizioni del presente fondo. Tra i reparti italiani inviati sul fronte orientale vi era anche una piccola unità della Regia Marina, distaccata dalla Xª Flottiglia MAS su richiesta tedesca per operare nel Mar Nero. Svanirono in questo periodo le ipotesi fatte per le truppe alpine di essere impegnate nel Caucaso, su un terreno a esse più congeniale. Già il 19 novembre, l'Armata Rossa aveva lanciato una massiccia offensiva volta ad accerchiare le truppe tedesche della 6ª Armata di Friedrich Paulus bloccate a Stalingrado. Pagina ufficiale del clan Armata Italiana. Il 16 dicembre l'armata italiana venne investita dalle forze sovietiche impegnate nell'operazione Piccolo Saturno, che travolsero il II e il XXXV Corpo d'armata italiano, e causarono lo sfaldamento totale dello schieramento italiano e del distaccamento tedesco-rumeno "Hollidt". Il 20 maggio 1943 i MAS superstiti vennero ceduti alla Kriegsmarine, e gli equipaggi rimpatriati. (Enzo Biagi. Non sono per niente feroce, come tu sai. Il comando dell'8ª Armata fu ricollocalto a Char'kov e, a partire dal 30 marzo, i sopravvissuti delle divisioni italiane furono progressivamente rimpatriati. Dobbiamo ottenere che la distruzione dell'Armata italiana in Russia abbia la stessa funzione oggi. È un aiuto insperato, quando ci si prepara alla grande ritirata verso occidente...Ora si tratta di organizzare le colonne, con feriti e congelati caricati sulle slitte. Il generale Nasci annotò il 20 gennaio nel suo diario. Tra il 20 agosto 1942 e il 1º settembre le truppe sovietiche scatenarono un'offensiva di vaste proporzioni contro i reparti ungheresi, tedeschi e italiani, che subirono il peso maggiore dell'attacco, schierati nell'ansa settentrionale del Don. .. - Duration: 31:00. Costituzione dell'8ª Armata . Quasi prive di mezzi di trasporto e di carburante (anche i carri leggeri L6/40 andarono quasi tutti persi sotto la forza dell'attacco sovietico), costrette a vagare a piedi in cerca di una via di scampo dall'accerchiamento, le divisioni di fanteria, composte da decine di migliaia di uomini ormai difficilmente controllabili, finirono in gran parte annientate, falcidiate dalla fame e dal freddo micidiale e sottoposte non solo agli attacchi delle colonne corazzate nemiche, ma anche dei reparti partigiani che agivano alle loro spalle. Iniziò così una ritirata di due settimane attraverso la steppa russa che comportò grosse perdite, si concluse il 31 gennaio e decretò di fatto la fine dell'intervento italiano sul fronte orientale e la fine dell'8ª Armata stessa. Il capo di stato maggiore dell'esercito, generale Cavallero, già in fase di costituzione dell'ARMIR aveva insistito molto perché le carenze negli automezzi e nell'armamento controcarro necessario per difendersi dai carri armati sovietici fossero colmate da parte tedesca. Gen. Stefano Lombardi) 22^ Divisione di Linea (Mag. A mezzogiorno del 26 gennaio, finalmente, dopo un'ultima sanguinosa battaglia, dopo aver lasciato sul campo morti e feriti in grande quantità, la "Tridentina" riuscì a rompere l'accerchiamento sovietico[20]. All'inizio del 1942 iniziarono dunque i preparativi per allestire una nuova armata che dopo il suo trasferimento al fronte avrebbe avuto sotto il suo comando anche il CSIR (che avrebbe assunto la denominazione di XXXV Corpo d'armata), e dato che il Comando supremo della Wehrmacht manifestò il desiderio che le nuove divisioni italiane avessero il miglior equipaggiamento possibile, anche a discapito di quelle già dislocate nei Balcani o in Italia, a Ugo Cavallero non rimase altra scelta di attingere direttamente alle scorte e convogliare le risorse verso la nuova 8ª Armata piuttosto che in Nordafrica[5]. . Fu l'armata che tra luglio 1942 e marzo 1943 operò sul fronte orientale, in appoggio alle forze tedesche della Wehrmacht impegnate sul fronte di Stalingrado. È difficile, anzi impossibile, distinguere in un popolo chi è responsabile di una politica, da chi non lo è, soprattutto quando non si vede nel popolo una lotta aperta contro la politica delle classi dirigenti. Fu perciò inevitabile che la preparazione delle forze destinate in Russia andò decisamente a discapito degli altri teatri[7]. Il Comando Armata del Po si costituisce il 3 ottobre 1938 con il Corpo d'Armata Corazzato, quello Autotrasportabile e quello Celere. A Podgornoje, venti chilometri a nord di Rossoš, dove il 18 gennaio confluirono sbandati italiani, ungheresi e tedeschi, il caos divenne indescrivibile[N 4]. Moccagatta" facendo base nei porti di Jalta e Feodosia, sulla penisola di Crimea. Influirono inoltre anche le rivalità interne allo stato maggiore dell'esercito, dato che Messe molto probabilmente cominciava a crescere troppo in popolarità e considerazione nel Paese, cosa che secondo il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, rappresentava il vero motivo per cui venne scelto Gariboldi[8]. L'obiettivo della grande manovra era congiungere le due braccia della tenaglia, costituite da gruppi corazzati, alle spalle dello schieramento italo-tedesco-rumeno tra Novo Kalitva e Veshenskaya. Sciolta il 31 ottobre 1940 venne ricostituita il 1° aprile 1942; nella prima decade di giugno il II Corpo d'armata e il Corpo d'armata alpino, destinati insieme al Comando dell'8ª Armata sul fronte russo, iniziano il loro trasferimento per unirsi al Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) già zona d'operazioni, che sarebbe stato a sua volta inquadrato nell'8ª Armata. In primo luogo, dato che il rafforzamento seguiva una precisa richiesta di Hitler, l'Italia poteva presentarsi come alleata "alla pari" della Germania; in secondo luogo, tale potenziamento avrebbe permesso all'Italia di prendere parte alle operazioni nel Medio Oriente anche dalla regione del Caucaso». La scoperta della manipolazione fu casuale: si dovette al fatto che in quei giorni, per condurre altre ricerche, si trovava a Mosca uno tra i maggiori studiosi della storia del comunismo, Silvio Pons, all'epoca vicedirettore dell'Istituto Gramsci. Il 31 gennaio 1919 il Comando venne provvisoriamente sciolto, per poi essere ricostituito il 15 febbraio, quando il Comando della 9ª Armata venne trasformato in Comando dell'8ª Armata. Non nella stessa misura che il popolo tedesco, ma in misura considerevole.